Liberi di insultarci

Vi ricordate il reality “Survivor”, andato in onda nel 2001? Era stato un completo flop ma aveva scatenato il caso “insulti”. Franco Mancini, partecipante al programma, aveva chiesto il risarcimento ad un altro concorrente, Samuele Saragoni, che l’aveva accusato di essere un “pedofilo”. L’accusa era dovuta alle particolari attenzioni che Mancini aveva nei confronti di una ragazza più giovane. La Corte di cassazione ha però stabilito che gli insulti, in tali contesti, sono leciti poichè “queste trasmissioni hanno la caratteristica di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti”. La richiesta di risarcimento è stata, quindi, respinta ed è stata data “via libera alle parolacce”.











































